Nuova vita agli oggetti
Scritto 5 agosto, 2011 in Design, Nessun commento

In questo ultimo post per NIVEA vi voglio parlare di quello che a me sta più a cuore quando si pensa all’eco design, il riciclo.

Non il riciclo di materiali, come abbiamo visto nel post delle stoffe riciclate, ma il reinventare un oggetto già esistente, magari già destinato alla discarica.

I risultati a volte sono sorprendenti, come per la poltrona KABOOM di Jimmie Martin.

Il disegno dipinto sopra la poltrona di stile classico la rende unica.

Le Custom Made di Karen Ryan sono sedie recuperate dal rigattiere:

Il modo in cui vengono ricomposte è veramente originale.

La drunken table e la croocked lamp di Andrew Oliver sono ricavate da vecchi mobili a cui sono state segate alcune parti e poi riattaccate rigirandole.

Il risultato è che il tavolo sembra veramente ubriaco, con le gambe piegate e la lampada pende un po’!

Il tavolino recuperato, dopo il trattamento di Alexana Cayless di Farm Designs, che l’ha pulito e riverniciato, torna a vivere una nuova vita.

E, sempre di Farm Design, un’idea semplice ma efficace, il recupero delle spalliere delle sedie come appendini per gli abiti.

Veramente belli, non credete anche voi?

E dopo tutti questi designer famosi mi metto in fondo con una delle mie idee di riciclo creativo, per farvi vedere che non sempre bisogna essere famosi per cimentarsi con il recupero e il riciclo, basta farsi ispirare e provare. A volte le cose vengono bene, altre volte un po’ meno.

Ecco il mio lampadario viola, un vecchio lampadario in ottone che ho ridipinto dandogli nuova vita e che ora è appeso nel mio salotto, a far compagnia alle altre mie creazioni.

Con questo post vi saluto e vi ringrazio per avermi letto e votato, è stato un piacere scrivere per NIVEA e poter condividere quella che ultimamente è la mia passione.

Spero che i miei post vi abbiano fatto riflettere sul fatto che l’eco design aiuta l’ambiente e nello stesso tempo rende comunque le nostre case uniche e particolari.

Io continuo a provarci, voi fatemi sapere cosa ne pensate.

Scritto da:
Stefania Girelli
Lascia un Commento
(0)