Le mie grandi passioni sono l’eco design e il green style.
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza delle persone e la ricerca di arredamento e complementi che abbiano un basso impatto sull’ambiente.
E i designer hanno capito che le persone con uno spirito ecologista hanno voglia di prodotti etici che non facciano rinunciare a un aspetto estetico gradevole.
Oltre a designer rinomati, anche marchi noti e popolari, come Ikea, stanno lavorando per ridurre molto l’impronta ecologica dei loro mobili.
Le soluzioni sono molte, materiali riciclati, di provenienza locale e rinnovabili o insoliti, riduzione dei rifiuti e degli scarti in fase di produzione, utilizzo di sole sostanze non tossiche.
Una delle cose che più mi affascinano è la creazione di lampade.
La Milk Bottle Lamp di Tejo Remy per Droog è stata creata riciclando 12 bottiglie del latte in vetro. Le bottiglie vengono sabbiate e dotate di un cavo inserito in un tappo di acciao che alimenta lampade a bassa tensione, quindi appese a poca distanza dal pavimento e allineate, come se fossero dentro un cartone.
La lampada a sospensione varmluf di Ikea invece ha un paralume fatto in carta, che si può completamente riciclare.
Di esempi particolari ce nel sono di tutti i tipi, c’è chi, come David Graas ha pensato di utilizzzare una scatola di cartone, fatta a pacco, intagliata con un motivo a lampadario. Si ordina e arriva con all’interno tutto il necessario per installarla più le istruzioni. E chi riutilizza parti di elettrodomestici come Max McMurdo per Reestore, con la sua Silvana, composta dal cestello di una lavatrice usato, in cui cui è stata inserita una lampada a basso consumo, e completato da un piano in vetro, sempre riciclato.
Una delle cose più interessanti di queste lampade ecologiche è che spesso possono essere copiate a basso costo, con materiali facili da trovare, per creare quello che io definisco “design low-cost”. Un modo per riciclare quello che altrimenti verrebbe buttato e trasformarlo in qualcosa di gradevole e utilizzabile in casa.







